Riflessioni sulla Santa Messa, 7

Di Achim Buckenmaier

Dalla lettera

Nel lezionario della S. Messa la formula per l’inizio della lettura – se si tratta di una lettera del Nuovo Testamento – recita: “Dalla lettera (per esempio) ai Romani, ai Corinzi, ai Tessalonicesi, ai Filippesi, agli Efesini… e così via.

Ma ci chiediamo: è vero che l’apostolo Paolo scrisse “ai Romani”, cioè agli abitanti di Roma? Si rivolse veramente a tutti coloro che abitavano a Corinto? Al tempo di San Paolo Roma, come capitale dell’Impero Romano, aveva 1 milione di abitanti, Corinto – un porto importante in Grecia – aveva nel suo periodo d’oro circa 70.000 abitanti.

San Paolo non scrisse né al milione di Romani né alle migliaia di Corinzi, ma alla comunità dei cristiani a Roma e a Corinto. Perciò comincia le sue lettere con un saluto, che nel caso “dei Romani”, si sente, per esempio così:

“Paolo, servo di Cristo, (…) a tutti quelli che sono a Roma, amati di Dio e santi per chiamata…”

Ai “Corinzi” scrive, ancora più precisamente: “Paolo (…) alla Chiesa di Dio che è in Corinto.

L’apostolo scrive a una comunità particolare, non a qualsiasi abitante di Roma, Filippi o Corinto. Davanti ai suoi occhi ci sono le comunità concrete. Perciò risponde alle loro domande, prova a risolvere le loro difficoltà, a placare le loro liti, ammonisce, incoraggia, corregge.

Le comunità erano piccolissime, rispetto al numero degli abitanti delle città nelle quali i cristiani vivevano. Erano una minoranza, consapevole che in queste comunità esisteva la Chiesa di Cristo, il Popolo di Dio – nella grande città di Roma, a Corinto, ad Efeso.

Le loro minuscole comunità vivevano nella certezza che in mezzo a loro era presente la Chiesa di Dio, la Chiesa universale, il progetto di Dio per la redenzione del mondo intero, anche delle grandi città. La comunità di Roma sapeva che essa era il “farsi locale” – come scrive Gualtiero Sigismondo, un vescovo italiano in una sua lettera pastorale – il “farsi evento” di una cosa che era così grande come l’Impero Romano, la vita nuova in Cristo, la vita salvata come possibilità, come offerta veramente per tutti gli uomini, per tutti i Romani, i Corinzi ecc. Ma il metodo con cui a tutti arriva questa vita è la comunità, anche se è piccola.